
Foto di cottonbro studio su Pexels
03/10/2026
Mantenere il pediatra di famiglia fino ai 18 anni: è la proposta rilanciata dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) al congresso nazionale di Napoli, in programma dal 1° al 4 ottobre. Secondo una stima della Fimp basata sui dati Istat della popolazione residente al 1° gennaio 2026, l’estensione riguarderebbe oltre 2,2 milioni di ragazzi tra i 14 e i 17 anni. L’obiettivo è offrire maggiore continuità nell’assistenza durante l’adolescenza.
Perché la Fimp propone di prolungare l’assistenza pediatrica
Il passaggio dal pediatra al medico di medicina generale può avvenire in anni in cui cambiano i bisogni di salute. Per Antonio D’Avino, presidente nazionale Fimp, mantenere il rapporto con un professionista che conosce già il ragazzo, la sua storia clinica e spesso il contesto familiare potrebbe evitare interruzioni nei percorsi di cura.
La Federazione richiama l’attenzione su fragilità emotive, disagio sociale e difficoltà relazionali, oltre che su dipendenze digitali o da sostanze, sedentarietà e disturbi del comportamento alimentare. Nelle intenzioni della Fimp, la continuità con il pediatra permetterebbe di affiancare alla cura un’attenzione alla crescita e allo sviluppo, mantenendo la vicinanza alle famiglie.
Come cambierebbe il passaggio al medico degli adulti
L’obiettivo indicato dalla Fimp non è spostare il confine tra pediatria di famiglia e medicina generale, ma accompagnare meglio gli adolescenti nel passaggio tra i professionisti. La collaborazione comprenderebbe anche la condivisione delle informazioni sanitarie, perché il medico di medicina generale possa subentrare conoscendo la storia del ragazzo.
Per rendere sostenibile l’eventuale estensione, la Federazione ritiene necessari interventi sul numero dei professionisti, sui massimali e sull’organizzazione territoriale. La proposta si inserisce anche in un quadro di denatalità: la riduzione della popolazione nelle fasce pediatriche più giovani, secondo la Fimp, richiede di ripensare la programmazione dell’assistenza.
Prevenzione e salute degli adolescenti al congresso
Il congresso affronta anche vaccinazioni, alimentazione, stili di vita, benessere psicologico e rapporto con il digitale. D’Avino segnala la circolazione di adenovirus, rinovirus e virus parainfluenzali, che secondo la sua valutazione interessano circa il 20-30% dei bambini in età scolare. Richiama inoltre il ruolo del pediatra nell’informazione alle famiglie e nel contrasto all’uso improprio degli antibiotici.
Sulle vaccinazioni, D’Avino cita i dati del Ministero della Salute: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi di morbillo, contro 322 nello stesso periodo del 2025. Per gli adolescenti sottolinea anche l’importanza del recupero di vaccinazioni come quella contro il papilloma virus. Sul fronte degli stili di vita, la Fimp indica che circa il 19% dei bambini tra 8 e 9 anni è in sovrappeso e il 10% è obeso; oltre la metà dei bambini con obesità mantiene questa condizione nell’adolescenza.
Per le famiglie, il punto concreto della proposta è poter conservare più a lungo un pediatra che conosce il ragazzo, senza perdere continuità quando sarà il medico di medicina generale a prenderlo in carico.